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24/08/2017 | 17:33

La trans Eleonora Magnifico è caduta dal carro dove stava parlando al pubblico presente. Un volo di pochi metri che l'hanno costretta a ricorrere alle cure del 118, ma in ospedale usano il maschile. La denuncia: 'Riportiamo questo fatto per chiedere che ci sia più empatia'


Eleonora Magnifico


Gallipoli. L’incidente poteva avere conseguenze ben più gravi, ma a far più male ad Eleonora Magnifico, madrina del gay Pride che ha colorato le strade della «Città Bella», non sono le costole doloranti, ma quanto accaduto all’Ospedale di Gallipoli, dove è stata accompagnata dopo la bruttissima caduta dal carro dove stava tenendo un discorso. A denunciare l’accaduto è Salento Pride & Arcigay Salento: «Nel vedere i documenti di Eleonora, alcuni operatori del 118 ed un'infermiera dell'Ospedale di Gallipoli si sono rivolti a LEI col maschile, violando la sua dignità come persona e come donna transgender».
  
Secondo quanto raccontato, il comportamento non sarebbe cambiato nemmeno dopo che Eleonora ha ‘invitato’ i suoi soccorritori a usare il “lei”. Un’infermiera, in particolare, con fare beffardo avrebbe continuato fino alla fine a rivolgersi a lei col maschile.
  
È intervenuto anche il co-organizzatore Gianluca Zecca che, parlando col resto dello staff del Pronto Soccorso, ha chiarito la questione.
  
«Riportiamo questo fatto – si legge nella nota – per chiedere che ci sia più attenzione ed empatia. Sarebbe utile un corso sul linguaggio di genere e ci appelliamo al governatore, Michele Emiliano, da sempre vicino alle nostre istanze, di prevedere nel settore Sanità e in tutti quelli dove la Regione ha competenza di attuare delle buone pratiche di comunicazione e linguaggio, per evitare future incomprensioni».
  
Al netto di questa spiacevole ‘incomprensione’ le associazioni colgono l’occasione per ringraziare tutti gli operatori del 118 e lo staff del Pronto Soccorso per la loro professionalità e gentilezza.
  
«Segnaliamo inoltre come le forze dell'ordine siano stati corretti e gentili nei confronti di Eleonora sia nella compagine del linguaggio di genere che nel prestarle la massima attenzione e cura nel momento dell'incidente».




Autore: A cura della Redazione

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